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I ricordi del Bocchiglierese Luigi Perri da Trail Canada

“Naschella “ u FOTOGRAFU
Il buon uomo che si guadagno questo terribile difietto ,era infatti una bravissima persona,di buone maniere e anche attrattivo eccetto per avere un naso un po inordinario. Veniva da Longobucco mensilmente e percorreva ogni via del paese nei mesi di buon cammino portando sulle spalle un baldacchino e una enorme camera fotografica.molto primitiva ma professionale .Non bussava alle porte ma con voce tenorina gridava”Foto a colore!”” Al sentire la voce,naturalmente tutti i bambini del vicinato lasciavano ogni giuoco e affollavano noiosamente il buon uomo che non si lagnava affatto del frastuono,era proprio il suo intento perche la “remurata” apriva ogni porta e fuori erano vecchi e giovani curiosi a vedere chi farebbe il modello oggi per la foto a colore. Con il numero dei giovani che partivano per la guerra il bisogno di una foto con la mamma or la fidenzata era di bisogno,anche per la carta di identita etc. Il fatto che il fotografo era puntuale e unico al servizio,senza lungo aspettare,la remurata era appagata Con l apparire dei clienti . a volte imparazzati e a volte lieti di mostrare la toiletta moderna e gli abiti procurati a grande spese per l occasione e come se fossero sul palcoscenico si esponevano alla critica immancabile dei vicini e i fischi ammirevoli dei giovanotti Noi piccoli invece eravamo li solo per vedere il miracolo quando Naschella,dopo essersi nascosto Nel baldacchino e indirizzata la camera ai soggetti metteva pezzetti di carta bianca in una vaciletta di acqua che poi pian piano si trasformavano in immagini ,precise delle persone fotografate. Queste foto erano in bianco e nero ma se le volevi a colore dovevi pagare ora e al prossimo viaggio Riceverebbero le foto a colore or ingrandite or toccate{termine usato da Naschella per garantire che la foto darebbe una bella immagine del soggetto nonostante’’ impedimenti’’} Per noi bassagente, Naschella fu l unico mezzo di eternarci alla posterita ,percio rare sono oggi Documentazioni visibili di quell epoca.{sono orgoglioso di possedere una di queste foto} Le visite terminarono quando non ricordo l anno Don Vicenzino Caruso apri il suo negozio fotografico e mise Bocchigliero e i Bocchiglieresi in ESPOSIZIONE! Notabene:Son sicuro che in quei tempi alcuni in Paese avevano macchine fotografiche ,io parlo del”” mio paese””
NGIAPICU U QUADARARU

Se un mattino di primavera ,in via per la scuola, prima di arrivare”Allu Canale” e Lumbru vedevo un fumicello innalzarsi con un odore di carbone, affrettavo il passo col cuore palpitante anzioso di vedereLi per sicuro il mio caro maestro Ngiapicu u quadararu e addio scuola.> Avevo deciso che, contrario a tutti i mestieri mia mamma mi aveva assegnato, la mia vocazione era di fare lo stagnino e Ngiapico mi dissse che ero promettente. Oriunto da Verzino,lui faceva buon guadagno visitando i paesi nel circondario presilano ogni due mesi ed era ben stimato e aspettato dai clienti che non so come erano preavvisati del suo arrivo ma era un buon sistema perche al tempo che io facevo la scoperta verso le otto del mattino lui era circondato da pentole.”fressure””quadaruotti” “Cassalore”” di ogni dimenzione e un giorno vidi li perfino “nu caccavu”” tutti neri e ben affumicati dentro e fuori ma che in un paio di giorni risplenderanno argentinei almeno nel di dentro appena toccati dalle magiche mani di Ngiapicu. Vedendomi ,si alza,lavora in ginocchio a terra,e mi gradisce da amico e benefattore,lui mi insegnera il mestiere,ma per ora devo cominciare da assistente in carico del fuoco.base principale nel processo di stagnare ogni cosa e percio l impegno e importantissimo! Seduto al fuoco con le spalle alla strada.io prendo il lavoro consistente nel soffiare i carboni, ma non col ventaglio,lui e attrezzato di una macchinetta moderna che io nel girarne il manico,faccio muovere na “elichella”. dentro un tubo che produce un bel soffio di vento che mantiene i carboni rossi e brucenti continuamente e in piu sei capace di diriggere il fumo nella direzione che vuoi tu se no ti bruciano gli occhi e ti annoi,ma non ti annoi perche devi guardare che fa il maestro se vuoi imparere il mestiere.in piu devi fare cautela a non farti vedere dai passanti durante il tempo che dovresti essere a SCUOLA,MA QUI Impari piu che nella classe di don Ciccio per sicuro. Nella mia furberia,avevo concluso che il mestiere di stagnino sarebbe stato fruttuoso in futuro perche non ce n erano in paese a competere,come fanno i falegnami:Dieci in paese uno in ogni angolo di strada: comincia all entrata del paese con i Brunetti e vicino a loro Finuzzu Spataru e altri sette prima di arrivare alla piazza:Mascella.Scarnato.Capalbo,Ruggero.Linardi,Chiarelli Marra e con i tempi come sono i”legnami” per i nuovi sposi sono ridotti al massino di un letto un armadio e una cristallera e un paio di comodini. Neanche i tavuti possono sostenere na “chiuppa” e misterianti. ><un genio a lavoro?><Con tutto il lavoro e il ragionare mi sono ben congiato: i miei pantaloni di velluto e la maglia di lana bianca e ora quasi le quattro di sera non sara lungo prima che appare il nostro asino allu puzzu e con lui mio fratello che se mi trova qui e in queste condizioni ci saranno coltellate per me eil mio MAESTRO!Percio mi fugo a casa e usero tutto il barile per “addirizzarmi”
Accutafruoffici
Anche costui faceva il giro del paese di tanto in tanto spingendo a stento una carriola di legno in forma d iscifo pieno di acqua con una ruota di pietra al centro che girandola usava ammolarci coltelli or forbici or falce or faciuni.Ora questo era un mestiere che io non invidiavo affatto.Prima di tutto le strade i vicoli e le lavinelle di Bocchigliero non sono affatto il posto di usare un veicolo simile.Secondariamente.uno dei piu noti locali di pietre di lima sono i dintorni di Bocchigliero come documentarono storici greci e Romani, e in piu la maggioranza dei coltelli nelle nostre case sono stati fatti dalle lime che i contadini usavano per affilare ,’’serre,strungaturi,favuce.gacce etc,etc,ma LUI veniva da CAMPANA Purtroppo non ebbi inclinazione di investigare i suoi affari e nemmeno il nome “Ammola fruoffici” era abbastanza per starmene al lontano,perche dato il mio peculiare carattere in quei tempi ne fui chiamato per dubbie situazioni.

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